Programma

Vogliamo Piacenza più Bella 

Piacenza ha un elevato livello di qualità della vita grazie ad un sistema di welfare locale evoluto e integrato, servizi sociali diffusi e di altissima qualità, importanti stagioni teatrali e iniziative culturali, un apparato economico e produttivo diversificato e vitale, un sistema formativo con elementi di eccellenza a tutti i livelli.

Ma la Piacenza che vogliamo deve ripensare il proprio cammino, in un Paese nel quale un lungo periodo di crisi economica e sociale ha contribuito a creare in molti cittadini una sensazione di precarietà e di incertezza verso il futuro. Per questa ragione, la prossima amministrazione dovrà essere in grado di dare un segnale di svolta, che possa garantire a Piacenza un percorso di crescita sostenibile, in cui combinare sviluppo economico, qualità ambientale e coesione sociale, e che faccia riconquistare ai piacentini la fiducia e l’orgoglio territoriale. Alcuni segnali positivi ci sono già. Il grande successo della mostra sul Guercino, che sta portando a Piacenza turisti da tutta Italia e anche dall’estero, ci ha insegnato che Piacenza, quando sa fare squadra, può vincere le sfide più importanti.

Il nostro programma sul quale chiediamo fiducia ai cittadini di Piacenza, ha cinque pilastri fondamentali, da cui nascono obiettivi e progetti che sappiamo come realizzare:

Piacenza più bella

Piacenza dovrà fare della qualità urbana una delle leve del suo sviluppo, attraverso progetti di riqualificazione urbanistica di grande livello, in particolare nelle aree demaniali che il Comune sta per acquisire. Lo sviluppo urbanistico dovrà avere un’attenzione particolare alla crescita del verde, a partire dal nuovo Parco della Pertite, e al decoro urbano. La bellezza della nostra città dovrà fondarsi anche sulla cultura: Piacenza è ricchissima di beni culturali e di operatori della cultura, da cui possono nascere iniziative di altissimo profilo, prima di tutto per i suoi cittadini, ma anche per i turisti che visiteranno Piacenza e per coloro che la sceglieranno per venirci a vivere.

Piacenza più lavoro

Da sempre Piacenza soffre della carenza di opportunità di lavoro qualificato per i suoi giovani laureati e diplomati. La nuova amministrazione, in collaborazione con le università, le imprese e i cittadini (Piacenza città della quadrupla elica), dovrà creare le condizioni per attrarre nuovi investimenti dall’esterno e per avviare nuove imprese ad elevato contenuto di innovazione, soprattutto da parte dei giovani. Piacenza dovrà inoltre qualificare meglio la sua vocazione turistica come leva di sviluppo.

Piacenza si‐cura

Piacenza dovrà essere una città sicura da tutti i punti di vista. Dovrà garantire sicurezza diffusa sul territorio, attraverso l’integrazione tra il lavoro della Polizia Municipale, i gruppi di vicinato e l’uso della tecnologia, in particolare le telecamere di sorveglianza. Ma al tempo stesso dovrà vincere la sfida di un nuovo welfare di comunità, che davvero non lasci indietro nessuno. In una stagione di risorse sempre più scarse, Piacenza dovrà riuscire a far emergere, accanto al consolidamento dei servizi tradizionali, un protagonismo dei cittadini nel costruire reti solidali, formali e informali, che creino davvero il senso di comunità.

Piacenza più mobile e più verde

Piacenza dovrà vincere la sfida della qualità ambientale, che ci viene dal vivere in una delle aree più inquinate del mondo, la Pianura Padana. Le operazioni di riqualificazione urbana dovranno puntare sull’efficientamento energetico e sull’ampliamento delle zone a verde fruibili dai cittadini. Per migliorare la qualità dell’aria e rendere più facile la vita quotidiana dei propri abitanti, la città dovrà scommettere su un nuovo piano di mobilità sostenibile, che privilegi in modo forte l’uso del mezzo pubblico, la mobilità ciclabile e quella pedonale, nonché il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia.

Piacenza amica

I piacentini dovranno trovare nel comune un’istituzione amica, che rende facili i rapporti tra i cittadini e il governo della comunità. Per questo l’organizzazione del Comune dovrà mostrare la massima attenzione per le “piccole cose”, i problemi segnalati dai cittadini, che dovranno essere risolti dedicando risorse specifiche , ma coinvolgendo anche il volontariato e puntando in generale sul senso civico dei cittadini. Piacenza dovrà inoltre sfruttare fino in fondo le opportunità della tecnologia, attraverso una connessione wifi gratuita e di qualità in tutti gli spazi pubblici, incluse le periferie e le frazioni.

Welfare e sicurezza, Piacenza si‐cura

Vision e Obiettivi

Il diffuso senso di vulnerabilità (alimentato da un terrorismo talvolta più mediatico che reale) induce atteggiamenti di chiusura (insorgono vecchi e nuovi tribalismi, proliferano radicalismi di ogni tipo, cresce l’illusione di poter placare l’ansia dell’insicurezza con l’affermazione di leadership “forti” ed esclusive) e accentua i fenomeni dell’autoreferenzialità e della solitudine che, paradossalmente, aumentano la percezione dell’insicurezza.

Lo slogan “Piacenza si‐cura” tenta di spezzare questo circolo vizioso rispondendo alla  legittima esigenza di sicurezza dei cittadini con un investimento condiviso sulla ricostruzione delle reti solidali, formali e informali.

Partendo dalla condivisione convinta di questo punto di vista crediamo sia il tempo di muovere alla ricerca di nuovi modelli di Welfare di comunità, a partire dall’idea di fondo di riflettere sulla questione dei beni comuni e dell’uso comune dei beni privati.

Emerge infatti con tutta evidenza la necessità di proseguire con il processo di modernizzazione delle nostre politiche sociali puntando con forza sulla capacità di agire di cittadini in forma rigenerativa. Il percorso mira a sostenere i cittadini in un percorso di riconoscimento delle proprie risorse per trovare soluzioni alle proprie esigenze e a mettere tali risorse a disposizione della comunità appunto in un’ottica solidaristica.

La solidarietà, nondimeno, può effettivamente tradursi in un investimento generativo a patto che si rispettino le seguenti condizioni, che diventano altrettanti obiettivi della politica di welfare. Ripensare e sperimentare sono azioni che l’Amministrazione ha introdotto in un approccio che conta sull’entusiasmo del co‐protagonismo, su un sistema dalla forte base valoriale, sulla promozione di un welfare responsabile e partecipato, fatto di consapevolezza e sussidiarietà reale. E’ fondamentale continuare a dare ampio spazio ai percorsi di acquisizione di crescenti e sempre migliori capacità di leggere i bisogni collettivi e prevederne l’evoluzione. Contrasto all’autoreferenzialità, per ottimizzare gli interventi e liberare risorse a favore di chi progetta su larga scala e con visione d’insieme, evitando dispersioni e sprechi.

Si prevedono tre obiettivi generali:

Piacenza giusta: coniugare equità sociale e solidarietà umana. Significa lavorare in un’ottica di welfare di comunità pro‐attivo e universalistico: chi beneficia di servizi pubblici rimette in circolo le proprie abilità e disponibilità (“La reciprocità consiste nel dare senza perdere e prendere senza togliere”, Stefano Zamagni). Le politiche sociali della nostra città sono impostate per rendere residuale l’assistenzialismo puro e ridurre le disuguaglianze.

Piacenza si‐cura: tenere il punto sul concetto di rispetto. Il rispetto (per le regole, per sé stessi, il prossimo, i beni pubblici) chiama fiducia e voglia di conoscere. È la chiave di volta per aggredire le questioni di bilancio, decoro urbano, sicurezza, ambiente, civile convivenza. È prima di tutto rigore. Che si parli di accoglienza, assegnazione case popolari, concessione di contributi, scelta dei partner del privato sociale per la gestione integrata dei servizi, riscossione rette per asili o strutture, non saranno considerate corsie preferenziali o comportamenti non tutelanti per il prossimo, sia esso il collaboratore, il vicino di casa, l’intera comunità. La città si‐cura è inflessibile con i furbi, contrasta l’evasione fiscale e l’indifferenza. Sta aumentando la percezione di una maggiore insicurezza e di un peggioramento drastico del livello di microcriminalità, che non è supportato dai dati sui delitti effettivi che in realtà sono in diminuzione grazie all’impegno delle Forze dell’Ordine. Occorre comunque ridare ai piacentini un senso di presenza dell’amministrazione che sia tradotto in azioni concrete ed efficaci, anche attraverso la valorizzazione del Corpo di Polizia Municipale la cui efficacia e competenza devono essere riconosciute e valorizzate. La città si‐cura esige dai suoi partner territoriali trasparenza nella destinazione e gestione delle risorse e si dota di sistemi di valutazione e di verifica degli esiti dei progetti e delle azioni intraprese con le risorse della comunità. La città si‐cura recupera gli spazi abbandonati con nuove destinazioni positive di carattere produttivo o culturale, de‐burocratizza, mette a disposizione aree e facilita l’aggregazione, l’associazionismo, le relazioni. È attenta a coinvolgere i cittadini nella lotta al degrado urbano, nelle azioni di solidarietà, nella conoscenza dei bisogni di welfare e nello studio delle risposte.

Sistema Piacenza: dare forma a politiche di prevenzione a discapito degli interventi riparativi ed emergenziali. A Piacenza, fare welfare significa scendere su un terreno di confronto e condivisione, di sviluppo di reti tra istituzioni, individui, famiglie e realtà produttive, terzo settore, associazioni di categoria e fondazioni, per rafforzare il tessuto della comunità come prima forma di auto tutela e sviluppo, dove il ruolo del terzo settore nel sistema integrato di interventi e servizi sociali previsto dalla legge 328/2000 deve essere potenziato. L’Amministrazione mantiene la funzione d’interlocutore forte, puntuale nella programmazione di risposte al fabbisogno e nella definizione delle aree d’intervento ma al contempo mira a stimolare la produttività dei prestatori di servizi e accompagnare il privato sociale nella piena espressione della propria progettualità e nel consolidamento del legame tra principio di economicità e dimensione sociale. Il protagonismo di pubblico e privato chiamati a incontrarsi per CO‐PROGETTARE è la via alla strutturazione di un sistema territoriale, in grado di produrre bene comune, in termini di risorse, occupazione, economia, professionalità formate, credibilità diffusa.

Progetti obiettivo I

Potenziare il Patto di reciprocità – ogni cittadino che riceve aiuto e assistenza in termini di risorse economiche o accoglienza ha il dovere di rendere quota parte di questo sostegno, rimettendo in circolo a favore dell’intera comunità le proprie esperienze, competenze, disponibilità. Alle persone adulte già inserite in questo programma, occorre aggiungere i nuclei con minori assistiti dai servizi e i richiedenti protezione internazionale. Proprio a proposito dei profughi, proponiamo un concordato di accoglienza garantito dalla Prefettura tra tutti i soggetti gestori individuati sul territorio, perché si attivino a introdurre azioni di reciprocità in coordinamento con il Comune di Piacenza per ogni ospite in carico.

Creare un’équipe multi professionale di coordinamento (assistenti sociali, psicologi, pedagogisti) formalmente riconosciuta per la tutela minori e minori non accompagnati.

Presidiare, sostenere e potenziare il progetto di Emporio solidale, che per  l’Amministrazione diventerà il simbolo del nuovo welfare di comunità. A tal proposito ci s’impegna a rendere strutturale il sostegno economico annuale e la partecipazione del Comune di Piacenza nell’associazione di secondo livello nata per la gestione dell’area e delle attività. Funzionale a questa filosofia, potrebbe essere l’istituzione di una Fondazione di comunità da introdurre con una sperimentazione avanzata in collaborazione con la RER per l’introduzione della moneta complementare affinché sia utilizzata anche per pagamenti all’interno dell’Emporio Solidale e di alcuni rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Progetti obiettivo II

Introdurre in forma sperimentale la figura dell’Amministratore sociale di quartiere, inteso come  facilitatore  di  scambi  e  di  relazioni.  Reti  di  cittadini  accompagnate  da  una figura specifica per favorire l’uso comune e intelligente dei beni, nella prospettiva di un’economia circolare di condivisione solidale. Questo consente di potenziare il Servizio di quartiere su tutta la città con il contributo del Terzo Settore (esistente o formato ad hoc).

Estendere il Portierato sociale in ogni comparto ERP. 3.Completare copertura città con altri Centri famiglie.

Attivare i Comitati consultivi circoscrizionali, come aggregatori dei gruppi di controllo di vicinato, incubatori di cittadinanza attiva e reti civiche (Social Street), con funzioni non solo di sorveglianza e sicurezza, ma anche di prossimità ai bisogni dei cittadini più fragili, oltre che di promozione di nuove forme di vicinato che diano una spinta mirata a restituire calore, volto, identità alle relazioni nei quartieri, nei territori, in luoghi reinventati e strappati all’anonimato e all’abbandono.

Proporre il progetto di partecipazione e cittadinanza attiva Porta Galera 3.0 in altri  quartieri.

Sviluppare e coordinare le risorse e gli strumenti di difesa della sicurezza dei cittadini, attraverso le seguenti azioni:

  • rafforzamento del coordinamento interforze: l’amministrazione si pone come obiettivo la messa in comune delle Centrali Operative, lottando contro ogni rallentamento burocratico e complessità procedurale. Verranno messe a punto le convenzioni necessarie a garantire l’azione congiunta tra la Polizia Municipale e le altre forze dell’ordine
  • rafforzamento del sistema delle Telecamere per la videosorveglianza, anche attraverso il raccordo con il sistema di controllo privato, come consentito dagli ultimi provvedimenti del governo. L’obiettivo è quello di arrivare a raggiungere un sistema di almeno 150 telecamere in rete al fine di monitorare tutto il territorio comunale e delle frazioni. Si punterà alla messa in funzione operativa delle Telecamere a targhe, vero e proprio sistema per combattere e prevenire il crimine organizzato sul territorio, in stretto collegamento con le centrali operative della Polizia e dei Carabinieri, arrivando ad avere almeno 20 punti di registrazione nei punti sensibili di accesso alla città
  • coinvolgimento attivo dei cittadini attraverso il Coordinamento Piacentino dei Gruppi di Vicinato, con l’obiettivo di arrivare ad almeno 20 gruppi sul territorio, mettendo a disposizione risorse destinate ad iniziative congiunge per la formazione, l’aggiornamento e per il sostegno di questa importantissima attività di partecipazione e responsabilizzazione dei cittadini
  • rafforzamento della Polizia Municipale, anche attraverso il completamento del processo di assunzione di undici nuovi agenti, e la centralità nel corpo nei futuri investimenti e spazi di potenziali assunzioni del comune. Rafforzamento della “Squadra Servizi Speciali”, con agenti specializzati nel contrasto alla microcriminalità, lotta al degrado e supporto alle forze di Polizia, anche attraverso il completamento di convenzioni operative con le stesse
  • investimenti tecnologici per consentire agli agenti rapidità ed efficienza nell’azione, quali “strumenti per il controllo documentale” e palmari per il rilevamento targhe, sicuri che grazie alla professionalità del nostro corpo di polizia si potranno raggiungere livelli di incidenza dell’azione di sicurezza sempre maggiori
  • creazione di progetti speciali sulla sicurezza attraverso l’analisi delle best‐practice prodotte in altre amministrazioni, anche attraverso forme innovative di finanziamento
  • inasprimento delle pene e delle sanzioni per chi viola il degrado urbano e l’ambiente, attraverso una revisione del regolamento di polizia municipale.

Coordinare la creazione di un Protocollo Sprar provinciale per la gestione dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, che coinvolga quanti più comuni possibile. Si tratterebbe dello strumento a oggi più efficace per garantire qualità del servizio e sicurezza ai cittadini, per dare regole certe, rendicontazioni efficaci, controllo severo dei soggetti gestori, oltre che per attivare la clausola di salvaguardia che circoscrive nuovi arrivi e assegnazioni e sostituisce gli enti locali alle Prefetture nel potere decisionale delle scelte operative e strategiche.

Estendere la sperimentazione dei Comitati consultivi misti benessere ambientale, già introdotta per gli alloggi ERP, con la creazione di una Consulta dedicata al tema delle barriere architettoniche, per una mappatura estesa e compiuta a livello cittadino e la programmazione delle azioni conseguenti, sia in termini d’interventi pubblici che di regolamenti.

Progetti obiettivo III

Creare con il mondo delle imprese uno strumento per estendere e connettere forme di welfare aziendale con il welfare locale.

Istituire un Coordinamento servizi per Terza Età sul modello del coordinamento pedagogico nei servizi all’infanzia.

Proporre la costituzione di una Fondazione di Comunità, garante dell’Emporio Solidale, con la finalità della promozione della cultura della donazione, che si prefigga di stimolare attori pubblici e privati a erogazioni e contributi a favore di progetti d’utilità sociale, rimuovendo tutti gli ostacoli di natura culturale, fiscale, legale e amministrativa che normalmente impediscono ai membri di una comunità di contribuire allo sviluppo del bene comune. La fondazione di comunità punta alla creazione di network che mettano in contatto donatori, investitori, istituzioni e organizzazione del Terzo settore presenti in un dato territorio. Una rete, dunque, che mira al coinvolgimento crescente dei cittadini nelle attività della fondazione.

Mettere in rete i Centri Ricreativi Anziani.

Destinare gli spazi del nuovo pensionato albergo in fase di recupero all’interno di Asp Vittorio Emanuele per un polo di servizi dedicati di raccordo ed emancipazione delle singole risposte affinché diventino un sistema integrato di sostegno, in cui i pazienti non si sentono soli e disorientati rispetto al loro percorso di cura, con ambulatori di fisioterapia e benessere multisensoriale, piscina riabilitativa e palestra, servizi diurni per persone fragili; una Casa Residenza per Anziani in regime di accreditamento, convenzionata per anziani non autosufficienti di grado medio ed elevato, che non necessitano di specifiche prestazioni ospedaliere; servizio di presa in carico d’iniziativa, con spiccata integrazione tra  la dimensione sanitaria e sociale, proiettato alla cura di persone anziane che necessitano di una continuità  assistenziale  post  ricovero  (cure  intermedie);  valorizzare  il  caregiver  familiare nella rete di assistenza per sostenere un percorso virtuoso territorio ospedale territorio, la garanzia della continuità dell’assistenza per bambini anziani e disabili.ì

Sostenere la creazione di un Polo multifunzionale per persone con disabilità che prevede: Piccola Comunità con appartamenti per sperimentare progetti di vita autonoma per persone con disabilità; appartamenti “temporanei” per sperimentare un primo approccio alla residenza lontano dalla famiglia o per far fronte a situazioni di emergenza familiare; appartamenti protetti per il Dopo di Noi; Laboratori e Centri diurni occupazionali per  sostegno alle famiglie e per inserimenti personalizzati al lavoro; Centro studi specializzato per formare le persone che lavorano con la disabilità.

Sviluppare il sistema di co‐progettazione con il privato sociale.

Promuovere un Piano Nidi Piacenza per i prossimi 10 anni, avendo come obiettivo il mantenimento del numero posti per tutti i bambini i cui genitori fanno richiesta. Consolidare  il Coordinamento Pedagogico di tutti i servizi del sistema pubblico‐privato per elevarne la qualità, favorendo quindi scambi pedagogici tra strutture pubbliche e private.

Proseguire la sperimentazioni 0‐6 anni come il Nido internazionale.

Progetto Famiglie: monitorare tutte le politiche del comune (fiscali, tariffarie, forniture di servizi, ecc..), prevedendone l’impatto sulle famiglie, in particolare le famiglie numerose. Ampliare e mettere a sistema gli strumenti di agevolazione per le famiglie, sul modello di quanto fatto in città come Trento e Nuoro.

Introdurre nelle norme in discussione per l’accreditamento dei servizi alla prima infanzia il sistema già applicato dalla stessa regione per la non autosufficienza che porta al superamento delle gare di appalto e una maggiore responsabilità/discrezionalità in capo ai Sindaci.

Proseguire e potenziare il progetto di accreditamento leggero per il mercato informale della cura. Dopo le assistenti familiari (badanti), concentrarsi sui produttori privati e sul sostegno domiciliare temporaneo e di maggiore intensità assistenziale.

Connettere maggiormente territorio e carcere, confermando la figura del Garante delle persone private di libertà personale e promuovendo rinnovato protagonismo del terzo settore, corpi intermedi, mondo del lavoro e scuola all’interno del CLEPA (comitato locale esecuzione penale adulti).

Cultura, Turismo e Commercio,  Piacenza viva 

Vision e Obiettivi

La Piacenza che vogliamo parte da un patrimonio culturale ricco e importante, fatto di opere, monumenti, fattori immateriali (tradizioni, saperi …), attori culturali (musicisti, artisti, scrittori, attori, video maker, registi…) e operatori culturali (critici, galleristi, editori, promotori, curatori…).

Dalla cooperazione con questa parte attiva del tessuto sociale potranno nascere progetti condivisi e di valorizzazione del territorio.

I fruitori di ogni proposta culturale sono innanzitutto i cittadini e in contemporanea visitatori e turisti. Una città accogliente e abitata da cittadini inseriti in un’ articolata ed eterogenea offerta culturale diventa garanzia per un’esperienza turistica autentica.

Questo significa da una parte continuare ad investire sulle eccellenze presenti sul territorio (stagioni teatrali, l’orchestra giovanile Cherubini), sui musei come luoghi interattivi delle espressioni artistico‐ culturali capaci di contaminare antico e contemporaneo, sulle biblioteche ( luoghi di ricerca, di confronto, di conservazione, di mostre) sulla formazione rafforzando la sinergia con le scuole di ogni ordine e grado (scuole, università, centri di studio); dall’altra parte risulta necessario implementare l’offerta culturale e turistica mediante la valorizzazione dei beni materiali e immateriali della città, in sinergia con il territorio provinciale, regionale, e più in generale, con città e luoghi che hanno denominatori comuni con Piacenza.

Possiamo parlare di Cultura come economia nella misura in cui genera indotto e occupazione, inserendosi nei settori produttivi del territorio ( ad ex. imprenditorialità nei settori culturali e creativi) , dalla ristorazione all’artigianato, ai prodotti enogastronomici, alle strutture ricettive.

Il ruolo del Comune deve evolversi e divenire coordinatore delle realtà presenti, facilitatore nello scambio di informazioni, programmatore per lo stanziamento delle risorse e snodo centrare per la ricerca di finanziamenti.

Diviene importante riflettere anche sulla dimensione educativa che l’amministrazione ha nei confronti dei cittadini e questo si esprime attraverso le iniziative promosse e il rispetto dimostrato per i luoghi storici e simbolici della città.

Con maggiore attenzione si dovranno identificare i luoghi adibiti agli eventi. Importante sarà anche riflettere sulla definizione delle iniziative che possono essere di formazione, istruzione, ricreazione, ma sempre progettate.

Tutto questo nell’ottica di dare alla città, in ogni suo quartiere, dignità, densità, decoro e di generare scambi e vitalità, identificazione, partecipazione.

La valorizzazione del commercio è un altro tassello importante per la crescita di Piacenza e la rivitalizzazione del centro storico. Il lavoro iniziato ormai da diverso tempo con la cabina di regia per la valorizzazione del centro commerciale naturale, finanziata dalla legge regionale 41, e composta da Comune di Piacenza, dalle Associazioni maggiormente rappresentative per il commercio in centro storico e da Camera di Commercio, va consolidato e implementato.

Progetti

Candidatura di Piacenza a Capitale Italiana della Cultura 2020: prepararsi alla candidatura significa non solo scrivere il dossier ma continuare e aumentare l’investimento culturale nel termine più ampio del termine, come crescita del senso di inclusione sociale, di appartenenza alla comunità per il benessere individuale e collettivo.

Prevede:

creazione e promozione della governance pubblico‐privato;

creazione di un comitato scientifico‐esecutivo;

coinvolgimento di tutti i portatori di interesse ( Fondazione Teatri, Piacenza, Musei in Rete, Polo Bibliotecario Piacentino, Associazioni culturali, di categoria, sportive, Ordini professionali, Fondazioni Bancarie, Istituti di credito, Università, Scuole, Piacentini famosi nel mondo …);

preparazione del programma da realizzare nel 2020 che prevede una città in continuo divenire in termini di rigenerazione urbana, programmazione culturale, valorizzazione dei beni artistici ed ambientali, attività commerciali e sportive;

coordinamento con gli operatori turistici e con le aziende che già svolgono opera di aggregazione tra le imprese del settore col fine di promuovere e commercializzare l’offerta turistica piacentina e ampliarla con offerte mirate ai diversi pubblici, in particolare creando offerte specifiche per le famiglie.

scelta di un evento fortemente attrattivo per il 2020

collaborazioni estese a tutto il territorio provinciale, a partire dal Circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza in cui è inserito anche Palazzo Farnese con la Cittadella Viscontea.

Macroeventi culturali: mostre dedicate a Pordenone, De Longe, architettura effimera (es.apparati settecenteschi), arte contemporanea, organizzati in modo da essere attrattori di interessi articolati, con eventi collaterali e coinvolgimento di differenti portatori di interessi.

Piacenza, crocevia di strade, itinerari, cammini Tra queste iniziative si inseriscono:

le celebrazioni del 2018 per Piacenza Romana (218 a.C – 2018), mostre, allestimento sezione Piacenza romana a completamento del Museo Archeologico, itinerario di Piacenza romana con visite a siti romani presenti in città e inserite in strutture private, itinerario turistico tra Piacenza e Veleia Romana.

la cura e la valorizzazione dei percorsi e dei cammini, in particolare la Via Francigena e Via degli Abati

la valorizzazione delle vie di Fiume: iniziative volte alla valorizzazione del Po con l’estensione delle iniziative sul Po a partire dagli eventi di Associazioni Culturali già iniziate dal 2012, con il coinvolgimento del Consorzio di Bonifica, Parco del Trebbia, utilizzando Protocolli già in essere e gli strumenti della legge 4/2016

la valorizzazione delle vie dei Teatri, dei Musei, del Cinema e delle Biblioteche in città, con eventi coinvolgenti pubblico e privato dal centro alla periferia: ad esempio la stagione musicale del Teatro può estendersi anche nel periodo estivo, ampliare la tipologia dell’offerta, riconoscendo Festival presenti e attesi dal pubblico (ad es. Cinema sotto le Stelle, rassegne letterarie);

la valorizzazione delle vie dell’arte (es.”Le città del Pordenone”, Protocollo con Cremona, Pordenone, Piacenza) e delle vie della tradizione ( ad ex. le vie di Piacenza Primogenita)

Estate culturale

In questa nuova iniziativa si potranno aprire e far conoscere ai cittadini e ai turisti, attraverso arte, letteratura, musica, cinema, teatro e danza, luoghi storici nuovi recuperati e da recuperare come l’ex Lab Pontieri, e la chiesa del Carmine e per portare la cultura anche in periferia (es. frazioni e polo logistico in cui sarà possibile coinvolgere nelle iniziative culturali i soggetti economici attivi su questa parte del territorio cittadino ). Questa iniziativa sarà anche occasione di promozione per alcune realtà musicali di eccellenza, scolastiche e professionali, attive da anni nella città e sul territorio.

Arte contemporanea a Piacenza

Continuando il sostegno del Comune all’Associazione Giovani Artisti dell’Emilia Romagna (GAER) al fine di mettere a sistema le principali realtà del territorio che offrono servizi per il settore della creatività e promuove i loro progetti e prodotti, proponiamo una mostra che metta in dialogo gli artisti contemporanei affermati e i nuovi talenti.

Per indagare a cinquant’anni dalla mostra Piacenza 67, voluta dal sindacato Pittori e Scultori piacentini cosa è rimasto e cosa c’è di nuovo.

Commissione Cinema

Un’agenzia di attrazione di produzioni cinematografiche e investimenti puliti che mirano alla promozione e valorizzazione del territorio e alla valorizzazione delle competenze professionali presenti (registi, attori, tecnici) giovani ed esperti.

Questo attraverso il rafforzamento dell’adesione alla Film Commission ‐ Regione Emilia Romagna (L.R. 20/2014) e in collaborazione con APT (Azienda Promozione Turistica) Servizi

Emilia Romagna. La commissione Cinema valorizza le esperienze della Scuola di cinema di Bobbio, Concorto, Cinemaniaci, e in passato del concorso Location Piacenza).

Si occupa di stilare un catalogo di location da affittare per film, serie e pubblicità, svolge le pratiche burocratiche e organizzative e tecniche, organizza rassegne, festival monografici, rassegne di genere.

Banca della memoria

Individuare e rendere disponibile uno spazio fisico e virtuale per la valorizzazione delle tradizioni, del dialetto, delle storie (familiari, personali, aziendali) degli archivi fotografici privati e già organizzati (Archivio Croce, Manzotti, Fagnola), delle musiche tradizionali della provincia.

Da questa Banca “dati” saranno sviluppate mostre tematiche, edizioni, registrazioni musicali.

Valorizzazione del centro commerciale naturale

Decoro urbano: particolare attenzione all’arredo urbano per rendere più bello e accogliente il centro storico;

Prosecuzione progetto marketing con campagne di promozione che riguardino le città limitrofe per attrarre residenti del basso lodigiano e cremonese;

Pianificazione degli eventi con maggiore valorizzazione di quelli già esistenti e di consolidato successo.

Sicurezza  serale:  coordinamento   della  sicurezza       coinvolgendo  i  pubblici  esercizi attraverso forme di collaborazione con i privati;

Posizionamento telecamere su Corso Vittorio Emanuele e su Corso Garibaldi;

Potenziare controlli su accattonaggio e parcheggiatori abusivi;

Regolamentazione orari carico‐ scarico in centro storico;

Individuare percorsi virtuosi per la riqualificazione dei negozi sfitti;

La tecnologia al servizio del commercio: sviluppo applicazioni smartphone;

Creazione della Piacenza – Card attraverso il coinvolgimento degli operatori anche in funzione del turismo;

Potenziamento della banda larga a servizio dei cittadini.

Valorizzazione dei Mercati

terminare l’iter per l’assegnazione delle licenze a seguito del bando Bolkestain;

aprire alle migliorie per gli ambulanti che ne hanno diritto;

borchiare i posteggi di tutti i mercati;

controlli abusivismo commerciale

Promuovere il commercio nelle periferie

promuovere il tavolo di lavoro sul commercio in periferia, interassessorile, volto ad analizzare a approfondire le problematiche legate al commercio distinguendo le  singole zone con le relative peculiarità;

realizzare eventi volti a far conoscere la realtà commerciale periferica.

Scuola e università, Piacenza intelligente

Vision e Obiettivi

Piacenza deve divenire un modello nel campo dell’istruzione e della didattica (dal nido all’università), sia per quanto riguarda la formazione del capitale umano sia per quello che riguarda il suo utilizzo al servizio della città. E questo indipendentemente dal fatto che la Competenza comunale riguardi solo sino alla terza media. Vivere e studiare a Piacenza è il messaggio generale da veicolare.

Per la scuola si tratta di ripensare l’intera formazione provinciale come una Rete dell’istruzione, sviluppando una strategia d’insieme, per la gestione delle competenze assegnate e investendo le risorse istituzionali secondo questa strategia. In questa ottica vanno valorizzate, messe a sistema e fatte conoscere le eccellenze presenti

Inoltre, anche se Piacenza non è una città universitaria come Pavia, va avviata un’attività di promozione che valorizzi i vantaggi del sistema universitario piacentino, in tema di internazionalizzazione e di specializzazioni:

Infine Piacenza deve divenire un esempio di città della quadrupla elica (governo, aziende, università e popolazione), coerentemente con le strategie previste da Europa 2020. In questo modo l’innovazione sociale può trovare un posto preminente nelle strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente al pari dell’innovazione tecnologica. Grazie alla quadrupla elica risulta così possibile: raggiungere una crescita sostenibile e inclusiva; rispondere ai problemi sociali derivanti dalle attuali sfide economiche; affrontare le sfide strutturali dell’invecchiamento della popolazione, il cambiamento climatico, la dipendenza energetica; modernizzare il settore pubblico; ideare nuove opportunità imprenditoria.

 

Progetti

Avviare le Giornate della Scuola che attraverso un’analisi del sistema scolastico piacentino, identifichi obiettivi strategici, attori e risorse per realizzare un Progetto Formazione. In tale ottica andrebbero istituite opportune forme di premialità per i progetti con i migliori risultati. Questa iniziativa andrebbe avviata prima dell’inizio dell’anno scolastico 2017‐18 per concludersi nell’anno successivo.

Azioni specifiche che possono in parte rientrare nel Progetto Formazione riguardano:

l’estensione della fibra ottica per le scuole del primo ciclo (la sua mancanza impedisce l’avvio delle nuove forme di sperimentazione scolastica)

la riqualificazione degli edifici scolastici sperimentando nuove progettualità

la promozione dei mediatori culturali per i bambini stranieri specialmente per gli studenti che arrivano a metà anno e non sanno la lingua (necessità di un protocollo)

la gestione dell’alternanza scuola lavoro

il tema dell’orientamento sia in uscita dalla terza media sia dalle superiori

una struttura dedicata per intercettare le risorse europee

la necessità di una maggiore attenzione all’educazione ambientale

il contenimento dell’abbandono scolastico (non uno di meno )

riportare gli asili nido sotto la responsabilità dell’istruzione e non dei servizi sociali

integrazione scolastica dei disabili

rafforzare la rete dei centri di aggregazione giovanile

 

Costituire la Casa della città (laboratorio urbano) come strumento privilegiato al servizio delle politiche urbane e culturali, in grado di coinvolgere sia i soggetti consolidati ( enti locali, imprese, consorzi di privati, gruppi bancari, società miste) sia i “protagonisti emergenti”, (società di scopo, promoters tematici, gruppi di gestione, authorities, enti di comunicazione e valorizzazione   d’immagine,   gruppi   d’interesse   diffuso).   Questa   struttura   di      permette

 

sperimentare nuove forme di democrazia partecipativa e deliberativa, non limitata agli aspetti passivi di tipo comunicativo‐informativo, ma finalizzata alla costruzione condivisa delle linee guida delle politiche urbane. Si tratta chiaramente di un progetto di mandato/progetto bandiera che può avvalersi delle esperienze maturate in tal senso in diverse città italiane, anche di dimensioni medio‐piccole, con il Comune come attore principale e il supporto tecnico delle due università e quello finanziario della Fondazione. Questa struttura potrà trovare opportuna collocazione nel A tale riguardo va ricordato il progetto di Laboratorio Apertolo già in fase di avanzata realizzazione con il recupero della ex Chiesa del Carmine.

 

Istituire la Giornata dei Talenti in cui vengono invitati ogni anno i migliori diplomati delle scuole superiori (10 – 50, del centro‐nord/Italia) allo scopo di presentare il sistema universitario piacentino e offrire ai più meritevoli/interessati opportune facilitazioni per l’iscrizione (borse di studio, riduzione/esenzione di tasse, ospitalità nei collegi, ecc.). Questo progetto potrebbe essere avviato già dal primo anno allo scadere degli esami di diploma del 2017, tenendo in considerazione la disponibilità delle due università. Importante risulta il ruolo della Fondazione

 

Rafforzare la rete dei centri di aggregazione giovanile (Spazio 2, Spazio 4, Belleville e Giardini Sonori) per consolidare le attività di prevenzione e contrasto alle diverse forme di disagio e di rischio. Occorre poi potenziare il raccordo tra attività dei centri ed interventi in ambito scolastico e della formazione professionale, anche con lo stimolo allo sviluppo dei progetti di alternanza scuola‐lavoro. Inoltre, lo sviluppo di forme di volontariato, protagonismo e cittadinanza attiva è strategico per caratterizzare le politiche giovanili comunali in senso non paternalistico o assistenziale ma promozionale. Occorre inoltre  operare per consolidare il rapporto tra esperienze di volontariato e servizio civile e l’accesso nel mondo del lavoro (non mancano per altro numerose esperienze positive al riguardo).

 

Ripensare agli interventi per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità e in particolare i servizi di eccellenza rivolti a oltre 200 ragazzi in tutti gli ordini scolastici, che necessitano di adeguamenti progettuali e organizzativi per far fronte al meglio ai crescenti bisogni e al mutamento delle situazioni prese in carico. Occorre consolidare il gruppo tecnico regionale con funzioni di confronto tra i territori al fine di costituire un modello comune di intervento; dar vita ad un sistema informativo per garantire il raccordo col Miur anche per l’ottenimento di finanziamenti a livello nazionale.

 

Ambiente, qualità dell’aria, economia circolare, Piacenza sostenibile

 

 

Visione e Obiettivi

La Piacenza che vogliamo è una città sana, bella da vedere e da vivere, e che sia veramente sostenibile, in cui le scelte strategiche siano rispettose dell’ambiente con una prospettiva di lungo termine, per rendere Piacenza capace di affrontare le sfide globali quali i cambiamenti climatici e sociali del nostro tempo

Piacenza dovrà diventare un esempio di città sostenibile nel panorama italiano, trasformando le criticità ed i problemi attuali in opportunità per ripensare “in grande” al modo di vivere la città, cogliendo gli stimoli ed il meglio delle esperienze dell’economia circolare e della sharing economy.

Una città all’avanguardia nel modo di vivere gli spazi, le infrastrutture e i servizi può anche diventare un elemento competitivo e di attrazione per le professionalità che gravitano su Milano.

 

I nostri obiettivi:

Migliorare in modo strutturale la qualità dell’aria

Limitare il consumo di suolo

Aumentare le aree verdi, migliorare la loro qualità, fruibilità e distribuzione

Promuovere attivamente la cultura della sostenibilità, dell’economia circolare e della sharing economy

 

Progetti obiettivo I

Piacenza ha bisogno di uscire in modo stabile dalle ripetute emergenze per quanto riguarda la qualità dell’aria, che è bene primario di tutti i cittadini. Il problema è complesso e va affrontato sui diversi fronti:

Pacchetto Mobilità: Predisporre ed approvare il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, in linea con quanto fatto da altre città italiane, che permetta di uscire dalla logica della semplice gestione dei flussi di traffico e di considerare la mobilità nel suo complesso. Piacenza, città padana di medie dimensioni deve riscoprire la sua naturale vocazione ad essere vissuta a piedi e con la bici e puntiamo a ridurre globalmente il traffico con auto private. Tra le misure da prevedere:

realizzare punti di parcheggio sicuro per biciclette presso gli edifici pubblici principali e migliorare il sistema del bike sharing, rendendolo più diffuso e di più facile

utilizzo. Integrare e migliorare la rete delle piste ciclabili: oltre ad aumentare in numero, le piste ciclabili devono diventare più sicure ed anche più piacevoli, alberate e schermate dal grande traffico.

ripensare il sistema del trasporto pubblico. Innanzitutto rinnovando progressivamente il parco bus con veicoli a minor impatto ambientale, puntando su investimenti verso veicoli a metano, o ancor meglio elettrici o ibridi. Ma oltre a questo riteniamo che

il modello tradizionale del servizio di autobus con programmazione e percorsi fissi debba essere ripensato. Bisogna pensare ad un sistema che integri gli autobus attuali con veicoli di diverse dimensioni e capacità, con percorsi flessibili e con servizi di minibus a chiamata, che rendono accessibile il servizio di trasporto pubblico anche nelle aree meno servite e in orari serali.

a queste misure si dovrà accompagnare un potenziamento della rete dei parcheggi, tra cui parcheggi di interscambio con chi viene da fuori città, collegati al sistema dei trasporti pubblici (bus, minibus, city bikes..), che permetteranno poi una revisione della ZTL.

 

grazie alla revisione dei percorsi dei bus e all’ampiamento dela rete di parcheggi, puntiamo a pedonalizzare piazza Cavalli e piazza Duomo, creando così un percorso pedonale che integri le nostre eccellenze (un centro commerciale e culturale naturale).

ridurre progressivamente l’accesso all’area urbana ai veicoli più inquinanti, incentivare l’acquisto di veicoli ibridi o elettrici e realizzare la necessaria rete di punti di ricarica.

dare a Piacenza servizi smart di utilità sia ai cittadini che ai visitatori e ai turisti: inizieremo con una app che in tempo reale consenta di interagire con il sistema della mobilità urbana, ad esempio vedere i percorsi e gli orari del trasporto pubblico, vedere le city bike disponibili, comunicare e richiedere i minibus/taxi plus a chiamata ed altro.

negoziare un diverso modello di consegna delle merci in città: l’impatto dei corrieri di distribuzione all’utenza finale è tale da giustificare un accordo di programma con i principali attori. Identificheremo dei centri di distribuzione urbana

all’interno della città (rifornibili preferibilmente di notte) e chiederemo che la distribuzione in area urbana avvenga da questi snodi tramite veicoli elettrici o ibridi di limitate dimensioni, meno inquinanti e che creino meno ostacoli al traffico. Modelli simili sono già stati adottati in diverse città italiane quali Parma, Ferrara, Modena, Padova.

come progetto di lungo termine si inizierà a lavorare per lo spostamento della bretella A21 in territorio lombardo secondo quanto previsto dagli strumenti urbanistici (si veda scheda mobilità).

 

Per ridurre l’impatto ambientale degli impianti di riscaldamento diffusi, che tanto incidono sulla qualità dell’aria di Piacenza: incentivare la sostituzione delle caldaie a gasolio

e potenziare la rete di teleriscaldamento rendendo le tariffe davvero vantaggiose. Il teleriscaldamento a Piacenza non è attualmente collegato al termovalorizzatore, il che rappresenta una grave forma di inefficienza energetica che va corretta. Valutare inoltre la possibilità di collegarlo anche ad altre realtà industriali ed eventualmente a nuovi impianti solari o di cogenerazione a biomasse realizzati ad hoc.

 

Il buon esempio lo deve dare il Comune: metteremo in atto interventi per rendere efficienti energeticamente gli edifici direttamente gestiti dall’amministrazione comunale ed i sistemi di illuminazione pubblica e provvederemo alla progressiva trasformazione del parco veicoli in elettrici o ibridi. Inoltre includeremo nei criteri di assegnazione di tutti gli appalti di beni e servizi anche criteri di efficienza energetica e sostenibilità dei trasporti.

 

Promuovere l’efficienza energetica a tutti i livelli: investire nella sensibilizzazione e nell’informazione su questi temi, creando uno sportello Energia che fornisca informazioni qualificate ed imparziali sulle diverse possibilità e tecnologie di efficientamento energetico, sui sistemi di incentivazione disponibili, e sulle modalità di partecipazione ai

bandi in materia, a Piacenza ancora poco sfruttati. A questo si accompagnerà una campagna di diagnosi energetiche sovvenzionate e l’assistenza per accedere ai contributi nazionali, regionali ed europei per la realizzazione delle misure identificate dalle diagnosi energetiche.

 

Progetti obiettivo II

Vogliamo arrivare al saldo zero di uso di suolo nuovo per il settore residenziale e commerciale. Per perseguire questo obiettivo e fermare l’espansione fisica della città, soprattutto oltre la cintura della tangenziale:

Accompagnare ed incentivare i cittadini a ristrutturare l’esistente, soprattutto nel centro storico, creando uno sportello di assistenza e consulenza alle ristrutturazioni.

 

Nei grandi progetti di riqualificazione che si prospettano per Piacenza, cogliere la grande opportunità di riportare aree verdi all’interno del centro città ed ispirarsi alle nuove metodologie di rigenerazione urbana, in cui la presenza di verde è elemento altamente qualificante di ogni intervento.

 

Laddove si dimostri che ci sono progetti strategici per lo sviluppo e la creazione di valore per la città che richiedono l’espansione su aree non impermeabilizzate, prevedremo dettagliate misure di mitigazione e compensazione e controlleremo che vengano effettivamente adottate.

 

Anche la logistica e il suo futuro a Piacenza dovranno essere valutate in quest’ottica, in modo integrale, trasparente e con una metodologia seria. Eventuali decisioni di concedere nuove edificazioni dovranno essere giustificate da un’analisi costi‐benefici che dimostri che i vantaggi complessivi per la città siano superiori ai costi ambientali, che andranno comunque mitigati e compensati.

 

Progetti obiettivo III

Il verde, che tanto concorre alla bellezza delle città, non deve essere solo nei parchi o nei giardini pubblici. Il verde dovrebbe essere ovunque e parte integrante di ogni scorcio urbano, dal centro alle periferie di ultima edificazione.

Incrementare e migliorare la dotazione di orti urbani. Le aree dedicate ad orti urbani saranno anche dotate di spazi per la socializzazione e di arredo urbano (tavoli, panchine);

 

E’ necessario rendere verdi un sempre maggiore numero di vie e strade, creando percorsi alberati soprattutto lungo le piste ciclabili, in modo da influire positivamente sul microclima, con benefici per gli abitanti ma anche per rendere più piacevole il camminare o andare

in bicicletta.

 

Alcuni progetti per la creazione di nuove aree di verde pubblico sono già stati avviati

e andranno completati durante il prossimo mandato amministrativo: il parco delle Mura, l’ampliamento del parco della Galleana ed il suo collegamento con il parco Montecucco ed un’area verde del Capitolo. Bisogna farlo imparando dalle esperienze che la città ha fatto con i parchi esistenti, in modo da rendere queste nuove aree davvero vissute e sicure. Le aree verdi devono essere ben collegate con la rete di piste ciclabili, includendo anche i parchi di cintura, dotate di infrastrutture per il ristoro e la ricreazione, e soprattutto vissute e curate da associazioni e cittadini che le usino attivamente assicurando un presidio costante.

 

La più grande possibilità aperta che potrà auspicabilmente essere realizzata nell’arco del prossimo mandato amministrativo è quella del Parco della Pertite. Essendo ormai diventato un progetto di valenza quasi simbolica, deve diventare un luogo speciale e di altissimo pregio, anche a ricordarci l’impegno e la tenacia di tanti cittadini per vederlo realizzato. Il futuro Parco sarà un contenitore di sogni che dovrà unire le esigenze di tutte le generazioni e che realizzeremo scegliendo insieme quale progetto ci piace di più.

 

E’ necessario dare a Piacenza un Regolamento del Verde, che fornisca gli indirizzi e criteri per stimolare l’introduzione di nuovo verde, la scelta delle specie in ottica di ridurre l’inquinamento e massimizzare i benefici e che dia indirizzi per la cura, manutenzione e conservazione del verde.

 

Progetti obiettivo IV

Crediamo fortemente che questi concetti racchiudano grandissime potenzialità anche per il futuro di Piacenza e vogliamo iniziare a metterli in pratica con diversi progetti:

 

Attivare una politica volta alla riduzione della produzione dei rifiuti: incentivare la riduzione degli imballaggi, anche aumentando le fontanelle di distribuzione dell’acqua potabile microfiltrata.

 

Aumentare la percentuale di raccolta differenziata e passare dall’attuale 57% al 73% entro i prossimi 5 anni. Per questo introdurremo un sistema di contabilizzazione diretta della quantità di rifiuto indifferenziato conferito. L’utente pagherà una tariffa corrispondente a quanto effettivamente conferito. Valuteremo come applicare questa misura anche confrontandoci con le esperienze delle città che l’hanno già adottata, per essere efficaci ed evitare il rischio che questo sistema induca a disfarsi dei rifiuti in modo non corretto.

 

Dotare la città di un centro per le riparazione ed il riuso dove si possa consegnare, prelevare o riparare beni usati ancora utilizzabili. Tra i numerosi progetti che possono realizzarsi

nel centro del riuso vogliamo proporre una “ciclo‐officina”, dove bici vecchie e rotte potrebbero trovare nuova vita.

 

Proporre un progetto di co‐housing, innovativo per Piacenza, da realizzarsi in una delle aree di rigenerazione urbana. Crediamo che questo sia un mezzo efficace ed un nuovo modo di intendere la convivenza in ambito urbano, particolarmente accattivante per le nuove generazioni.

 

Lanciare il progetto sperimentale “Condomini 4.0” creando una nuova figura professionale, il “community manager” che, insieme all’amministratore, porti maggiore socialità, benessere e nuove idee per migliorare la qualità di vita, promuovendo rapporti di fiducia tra i vicini, stimolando azioni di reciproco aiuto, l’organizzazione di gruppi di acquisto, condivisione di beni e servizi, comportamenti virtuosi e innovazione nella direzione della sostenibilità

 

Efficienza e gestione risorse del Comune, Piacenza amica

 

Visione e Obiettivi

 

La Piacenza che vogliamo è nostra; se vivo in questa città che mi appartiene ed io appartengo  a lei realizzo un rapporto solidale di sostegno reciproco e di reciproca crescita reputazionale (vivere a Piacenza è “bello”). Dalla logica del comune che soddisfa i bisogni dei cittadini vogliamo passare alla comprensione dell’opportunità di fruire insieme, come comunità, di servizi che se resi/affrontati singolarmente sarebbero inaccessibili ai più.

Tutte le forme di collaborazione sono da sostenere: privato sociale, cooperazione, volontariato, associazionismo, finanche accordi/contratti di condominio o di via  per  realizzare quei servizi che possono avere nel contributo del singolo cittadino un punto di forza. Vogliamo offrire e integrare servizi anche in forma associata a comuni e enti in una prospettiva di collaborazione. Sviluppo o declino: dobbiamo avere il coraggio di innovare i servizi guardando avanti a nuovi bisogni e a nuovi desideri.

Vogliamo ridurre le burocrazie, diffondere buone pratiche, cogliere opportunità dalle innovazioni normative (nuovo codice appalti, nuovo Testo Unico terzo settore, alternanza scuola/lavoro) e organizzative (spazi/persone/processi), cercare nuove risorse.

 

Progetti

 

Nuova struttura organizzativa del Comune

La struttura organizzativa del Comune deve essere ripensata per supportare e rendere possibili tutti i progetti per la Piacenza che vogliamo,  in particolare si intende perseguire:

 

Facilità e rapidità nell’accesso diretto ai servizi amministrativi (dall’eliminazione delle prenotazioni per la Carta d’Identità all’aumento dei servizi inseriti sulla Carta d’Identià Elettronica, dall’invio automatico dei rinnovi per i pass centro storico a utilizzo di tecnologie Tipo Telepass e app via sms per parcheggi); potenziamento, unificazione e semplificazione procedure e sportelli;

 

Previsione di una funzione per accompagnare le richieste, anche complesse, dei cittadini (l’ufficio delle piccole cose);

 

Utilizzo attivo dei big data (integrazione banche dati interne, clusterizzazione degli utenti giovani/anziani/categorie economiche/ genere/ecc.);

 

Effettiva e diffusa possibilità di pagamento online di tutti i contributi dovuti per tributi, imposte, tariffe per servizi a domanda individuale o meno, e oneri con presidio di supporto  per anziani;

 

Massima fruibilità delle strutture pubbliche (biblioteche, sale studio, pinacoteche, impianti sportivi, luoghi di aggregazione sociale, farmacie) con estensione delle fasce orarie di apertura e gestione attiva dei cittadini;

 

Presidio e/o controllo dei varchi di accesso al centro storico, sia per garantire il rispetto della legge che per attingere info su traffico, soggetti che accedono, a campione in tutte le aree della città

 

Estensione dell’uso della fibra e della rete wi‐fi gratuita e di qualità a tutta la città (periferie  e frazioni comprese). Il 2017 è l’anno della fibra ottica nelle città, sia in area urbana che nelle aree periferiche, grazie agli interventi del Governo, della Regione Emilia Romagna e del Comune di Piacenza. Il Comune dovrà favorire la diffusione e la crescita dell’utilizzo della fibra negli uffici pubblici, negli spazi comunali aperti al pubblico e nelle scuole cittadine, sfruttando questa formidabile occasione di crescita delle reti di fibra nelle città.

 

Promozione di pratiche attive di contrasto al degrado della città (superamento del modello “invio della foto che segnala il cassonetto stracolmo o la strada sporca”) con attivazione di regolamenti che educhino alla corresponsabilità (accordi con scuole, condominii,  associazioni) anche attraverso l’uso del “baratto amministrativo” dopo attenta valutazione di sostenibilità economica e organizzativa;

 

Piano orari (sportello quick in FS, allineamento e copertura apertura/accesso sportelli; istituzione di “giornate del” per concentrare le richieste di supporto in diversi ambiti ad esempio il giovedì del retail per rendere disponibili e presenti contemporaneamente le diverse competenze che insieme garantiscono risposte complete e risultato al richiedente)

 

controllo di gestione e qualità.

 

Bilancio e Risorse economiche

 

Attivazione dello sportello tributario on‐line per IMU/TASI che permetta al contribuente di conoscere la propria situazione patrimoniale e contributiva, mediante la “cartella del contribuente”.

 

Recupero delle imposte accertate e non riscosse: prosecuzione per le utenze domestiche e avvio per le utenze non domestiche della ricerca dell’evasione dal pagamento della tassa sui rifiuti, di verifica delle rendite catastali e riduzione progressiva del tempo intercorso fra la scadenza del pagamento di un tributo o di un servizio ed il momento in cui si avviano le procedure della riscossione coattiva, per arrivare alla riscossione coattiva entro 2 anni dal mancato pagamento.

 

Incentivare l’adempimento fiscale spontaneo: pur nei limiti normativi che ha il Comune, favorire il contribuente che si trova in difficoltà nei pagamenti, attraverso misure quali la rateazione, la compensazione debiti/crediti; diffondere strumenti come la mediazione, la conciliazione, eccetera.

 

Ridurre ulteriormente i tempi di pagamento dei propri fornitori, anche se già oggi il Comune ha buone prestazioni al riguardo, uniformandoli in tutti gli uffici;

 

Qualità dei servizi: per ogni servizio pubblico erogato dal comune e dai concessionari deve essere prevista la misurazione della qualità e strumenti di segnalazione delle osservazioni da parte dei cittadini.

 

Sviluppare al massimo gli acquisti dalle centrali regionali e nazionali di committenza per ottenere le migliori condizioni;

 

Favorire la partecipazione delle aziende del territorio sul modello centro pasti e, quando possibile, incrementare le esternalizzazioni come modalità di gestione dei servizi;

 

Creare una task force che segua con attenzione le dismissioni dei beni comunali, affinché si giunga ad una loro piena valorizzazione in tempi ragionevoli

 

Attuare un nuovo round di spending review e verificare gli ulteriori margini di recupero dal lato dei costi e dell’efficientamento della struttura comunale

 

Seguire con particolare attenzione il rinnovo dei contratti relativi al funzionamento della struttura comunale e verificare i margini di riduzione dei costi (es gestione calore)

 

Sviluppo economico e lavoro, Piacenza competitiva

 

Visione e Obiettivi

 

La Piacenza che vogliamo

 

Piacenza dovrà diventare una città attraente per investimenti dall’esterno (sia di aziende italiane che internazionali), che generino occupazione qualificata

Piacenza (insieme alla sua provincia dovrà valorizzare le proprie eccellenze produttive, in particolare la meccatronica, la raccorderia, l’agro‐alimentare di qualità e una logistica sostenibile

Piacenza dovrà rafforzare e qualificare la propria identità turistica, valorizzando le proprie eccellenze (patrimonio artistico‐culturale, ambiente incontaminato delle valli, enogastronomia di eccellenza), cercando di mettere a frutto i successi di alcuni eventi degli ultimi anni (es. Festival del Diritto, Expo 2015, Mostra del Guercino).

Piacenza dovrà diventare una città più attraente per i giovani che vogliano avviare una propria attività, favorendo la loro imprenditorialità e creando occasioni di lavoro qualificato.

Piacenza dovrà diventare una città attraente per nuovi residenti, anche occupati in città vicine, soprattutto nell’area milanese, grazie ad un’alta qualità della vita (ambiente, architettura urbana, scuole, specializzazioni universitarie e di ricerca, vita culturale, integrazione degli stranieri, collegamenti ferroviari veloci con Milano).

 

 

Progetti

 

Potenziare l’ufficio dedicato al marketing territoriale. Il marketing territoriale deve essere riconosciuto come funzione strategica del Comune, cui dedicare personale qualificato, in grado di avere una visione strategica del territorio, delle opportunità di investimento che possono generarsi e della possibilità di reperire finanziamenti.

 

Strumenti di promozione degli investimenti sul territorio dall’Italia e dall’estero. Consolidare l’iniziativa di “Piacenza the Place” e la collaborazione con le iniziative delle associazioni di categoria, curando aspetti quali l’aggiornamento continuo delle informazioni, che dovranno essere sempre più dettagliate (quali aree, quali volumi, a che prezzi, quali incentivi sono disponibili), nonché la traduzione in lingue diverse dall’inglese.

 

Rafforzare lo Sportello Unico delle imprese, puntando anche ad un’unica sede fisica in cui interagiscano uffici comunali e uffici della Camera di Commercio, favorendo la semplificazione e la velocizzazione delle procedure.

 

Ecosistema per la ricerca, innovazione e creazione d’impresa. Rafforzare la rete/ecosistema costituita da università, Tecnopolo, laboratori di ricerca, start‐up e imprese innovative per favorire la creazione d’impresa, in particolare da parte dei giovani. Consolidare le esperienze avviate in questi anni (Urban Hub, Sportello Start‐up, Premi) e avviare strumenti di sostegno

 

finanziario all’innovazione, avvalendosi dei bandi esistenti e cercando fonti di finanziamento esterne.

 

Rafforzamento di Piacenza Città Universitaria. Rafforzare e portare a compimento i progetti legati a collegio‐campus Piacenza, sotto la responsabilità dell’Assessorato al Marketing territoriale e di concerto con le università. Promuovere, di concerto con le università, specializzazione e differenziazione rispetto alle città vicine dell’offerta formativa delle sedi piacentine di Università Cattolica e Politecnico (possibili esempi: Campus delle lauree magistrali in inglese per alcune discipline; una laurea internazionale inter‐ateneo). Questo progetto richiede una partnership strategica tra Comune e Università insediate sul territorio, che dovrà essere promossa dal Comune. Riferimento di questa iniziativa è la formazione di eccellenza per la cosiddetta industria 4.0.

 

L’eccellenza dal nido all’università. Il comune promuoverà l’eccellenza del sistema educativo e formativo a tutti i livelli, anche come strumento di attrazione di nuova residenza a Piacenza. Il comune si farà parte attiva per incrementare ancora di più l’integrazione tra sistema formativo (scuole e università) e sistema produttivo locale, attraverso inziative quali stage, seminari, alternanza scuola lavoro eccc, in particolare in alcuni settori di eccellenza della manifattura locale (meccatronica, agro‐alimentare e enogastronomia).

 

Collegamento ferroviario veloce con Milano. Il Comune si farà promotore di un tavolo con le due regioni, Trenitalia, FER, TRenord e i nostri rappresentanti in Parlamento, per raggiungere finalmente l’obiettivo del collegamento  ferroviario veloce con Milano.

 

Partnership strategica con il Comune di Milano. Il Comune si farà parte attiva per siglare un patto strategico con il comune di Milano che riconosca l’interdipendenza economico‐logistica tra Piacenza e Milano. Contenuti del patto potrebbero essere la risoluzione dei problemi dei pendolari (nel contesto della mobilità della Grande Piacenza), ma anche la promozione congiunta di eventi culturali e/o sportivi e altro da studiare.

 

Piacenza città turistica. Coordinamento tra gli eventi di grande richiamo (che dovrebbero essere più frequenti), la strutturazione dell’offerta turistica regolare (percorsi, guide, promozione, ecc…) e l’indotto (hotel, ristoranti, bar, fast food, ecc..). In particolare, sul food si propone una partnership strategica tra le eccellenze locali (Università, Eataly, Ristoratori stellati, Prodotti tipici, ….).

 

Destination management organization, sistema di servizi e risorse coinvolte nello sviluppo e nel governo dell’offerta turistica integrata di un contesto territoriale specifico, per esaltarne le caratteristiche identitarie e di differenza competitiva. Sarà la struttura per attrarre in modo organizzato turisti, occupandosi di promuovere, commercializzare e gestire i flussi turistici di una certa destinazione, coinvolgendo gli attori operanti sul territorio (aziende anche non turistiche, istituzioni, strutture logistiche, associazioni, persone): una piattaforma di offerta turistica integrata con focus su ambiti differenti: culturale e convegnistica.

 

Progetto logistica sostenibile. Definire e comunicare un bilancio del polo logistico attuale che ne evidenzi anche i benefici (ad esempio la quota di dipendenti laureati in ruoli di dirigenti e quadri rispetto alla manodopera non qualificata) oltre ai problemi che richiedono i correttivi noti (intermodalità e collegamento efficace con la ferrovia, governo della viabilità in entrata e in uscita). Per ogni nuovo insediamento, definire e applicare un nuovo approccio negoziale con l’azienda che intende insediarsi, con l’obiettivo di portare a Piacenza il centro direzionale, e per ottenere compensazioni adeguate (es. sul versante dell’autonomia energetica, delle infrastrutture ferroviarie ecc..)

 

Piattaforma crowd‐funding. Il comune si farà promotore di una piattaforma per il crowdfunding finalizzata a promuovere iniziative delle PMI e delle start‐up innovative.

 

Urbanistica, rigenerazione e qualità urbana, Piacenza nostra

 

 

Visione e Obiettivi

La Piacenza che vogliamo ha urgente bisogno di un nuovo progetto urbanistico per migliorare la qualità della città, il benessere dei cittadini e come formidabile leva di sviluppo.

Le grandi aree dismesse in centro storico e in periferia rappresentano un’occasione unica per riprogettare e rigenerare la città, che va assolutamente colta.

I nostri obiettivi:

ricucire la città, riequilibrando servizi e residenza fra centro e periferia, fra zone e zone della stessa periferia, frazioni comprese, per rivitalizzare il centro storico, in modo strutturale, e parti di periferia e frazioni:

costruire sul costruito, utilizzando esclusivamente spazi edificati o già compromessi, attraverso interventi di riqualificazione, anche con incentivi mirati (volumetrici, oneri di urbanizzazione, fiscali), evitando di sprecare nuovo suolo, con la sola eccezione di interventi di chiaro interesse pubblico

realizzare i grandi progetti di riqualificazione urbana come importante occasione di ricucitura della città e rivitalizzazione del centro, attraverso l’integrazione di più funzioni (residenziali, economiche e di servizio)

dare priorità alla cura e al miglioramento del decoro urbano, come leva decisiva per il rilancio del centro storico.

potenziare in modo significativo, riqualificare e riconnettere verde, orti urbani e alberature come elemento cardine dell’ambiente urbano

ricucire centro e periferie anche grazie a un nuovo assetto della mobilità, con forte potenziamento dei percorsi ciclabili e pedonali, uso di mezzi pubblici e parcheggi, in particolare nella zona nord del centro storico, al servizio delle vie commerciali, e nei grande assi periferici, come viale Dante – via Cella

 

promuovere una nuova qualità urbana, fondandola su principi di benessere sociale, responsabilità ambientale (dotazione del verde, consumi energetici …) ed eccellenza del progetto, in un quadro economico sostenibile:

con nuove modalità di realizzazione di strade, marciapiedi, piste ciclabili, verde pubblico, segnaletica stradale e dell’arredo urbano in senso lato

mediante la riqualificazione urbana degli edifici e delle aree dismesse

intervenendo sulle parti di patrimonio edilizio esistente costruito con criteri di bassa qualità edilizia, architettonica e urbanistica e non più in grado di fornire adeguati standard qualitativi, mediante interventi di sostituzione e/o di radicale  ristrutturazione edilizia

dando forma ad aree di risulta o di congiunzione fra diversi comparti con progetti di architettura del paesaggio e arredo urbano, piazze e spiazzi attrezzati, alberature e verde.

 

favorire l’avvio di attività produttive in grado di creare nuova occupazione. In questo caso l’Amministrazione seguirà due criteri: privilegiare l’insediamento di imprese innovative ad elevata percentuale di occupazione qualificata; utilizzare per l’insediamento:

prioritariamente aree e edifici privati dismessi, previa ricognizione

aree pubbliche dismesse da riqualificare

e, in mancanza di alternative, nuovo suolo, ricorrendo prioritariamente alla concessione condizionata all’uso, come in nord Europa.

 

Progetti

Avviare nei primi cento giorni e completare entro il primo anno gli strumenti di pianificazione indispensabili per garantire e tenere fede agli obiettivi di una nuova urbanistica e di una nuova qualità urbana: gli strumenti di pianificazione in attuazione del Piano Strutturale Comunale, i piani del verde, per l’energia sostenibile (PAES), della qualità urbana e del colore, della mobilità, con un ambizioso progetto dei percorsi ciclabili e pedonali, di razionalizzazione della sede degli uffici comunali.

Dotare gli uffici competenti dell’organizzazione e delle risorse professionali necessarie per consentire il raggiungimento degli obiettivi e la realizzazione dei progetti strategici.

E dotare l’Urban Center, presso la Facoltà di Architettura, di nuove funzioni di Ricerca & Sviluppo urbanistica e della qualità urbana, e come luogo di partecipazione permanente della cittadinanza.

 

Avviare e completare, entro i cinque anni del mandato, i progetti di riqualificazione urbana delle aree pubbliche in coerenza con gli obiettivi strategici sopra definiti:

Borgo Faxhall, con nuova stazione delle autocorriere, ex rimessa Berzolla, parcheggi  dei pendolari, verde

nuovo collegio universitario nell’ex Istituto San Vincenzo

nuova viabilità di collegamento tra via 24 maggio e il parcheggio di viale Malta e acquisizione di verde del Vallo Farnesiano , con recupero del “Castello”, oggi non visibili ai cittadini

il primo stralcio del progetto Baia San Sisto: Chiesa del Carmine, Piazza Cittadella, Piazza Casali e ex Laboratorio Pontieri

servizi culturali per giovani e per il tempo libero grazie al recupero e alla  valorizzazione dei bastioni  Borghetto, San Sisto, Fodesta

Nella stessa logica si indirizzeranno anche interventi privati di particolare rilevanza per la rigenerazione urbana come per l’area dell’ex Consorzio Agrario. Sottolineiamo in particolare, nell’ambito del Parco delle Mura, un forte potenziamento del verde pubblico‐orti urbani nell’area ex ACNA.

 

Progettare, approvare e avviare entro il mandato amministrativo altri interventi di rigenerazione urbana di interesse strategico, sempre su aree pubbliche:

Acquisizione dell’area ex Pertite per la realizzazione di un grande parco urbano

Acquisizione di Caserme Nicolai e Bixio per il completamento del progetto “Baia San Sisto”

Nuova destinazione per l’ex Caserma dei Vigili del Fuoco, occasione per primi  interventi di riqualificazione dell’asse di viale Dante

Nuove destinazioni dell’ex Ospedale Militare, degli edifici e della Caserma Dal Verme in Via Benedettine, di area ed edifici dell’Ospedale attuale, premessa necessaria per dare  il via al processo di localizzazione e realizzazione del nuovo Ospedale.

 

Mobilità, Piacenza connessa

 

 

Visione e Obiettivi

 

La Piacenza che vogliamo deve diventare una città veramente in rete, fisica e informatica, coil mondo. Una città che cresce, che attrae e che accoglie. Una città che si pone al centro di una connettività interregionale e internazionale, che favorisca l’accesso ai servizi e al benessere offerti dal nostro territorio. Per cogliere questo obiettivo, una delle chiavi è la creazione di un sistema di mobilità sostenibile, per le persone e per le merci.

Per la mobilità delle persone, è necessario ripensare in modo integrato la gestione di almeno tre linee di flusso: tra la città e i comuni di cintura (la mobilità nella “Grande Piacenza”), i pendolari piacentini su Milano e Parma, le persone di altre città che possiamo attrarre a Piacenza per lavoro o per turismo.

Per la mobilità delle merci, è necessario creare un sistema di governo unitario e intelligente del polo logistico di Le Mose, per generare servizi fondamentali oggi non disponibili (ad esempio: controllo accessi, servizi tecnici ai mezzi, servizi di prima necessità ai lavoratori, gestione degli edifici e delle utenze energetiche, etc.) e per promuovere lo sviluppo del polo nell’ottica dei potenziali utilizzatori, senza ulteriori speculazioni immobiliari e consumo indiscriminato del suolo (la “buona logistica”).

 

 

Progetti

 

Piano della Mobilità per la Grande Piacenza: a partire dagli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti, ripensare in una logica innovativa e di integrazione tra i flussi sopra indicati l’utilizzo e i collegamenti tra le infrastrutture viarie, ferroviarie e di parcheggio esistenti nella (e/o connessi alla) Grande Piacenza. Sono necessarie competenze di alto livello in tema di pianificazione urbana e della mobilità.

Il Piano dovrà essere ispirato ai seguenti obiettivi di mandato:

Ottimizzazione del Trasporto Pubblico Urbano, con svecchiamento del parco mezzi ormai obsoleto e progressiva introduzione di mezzi a ridotto (minimo) impatto ambientale, analisi per la ridefinizione dei flussi del traffico a copertura delle reali esigenze della cittadinanza nell’area della Grande Piacenza, partecipazione di soggetti privati alle gare d’appalto.

Aumento della disponibilità di parcheggi per auto a ridosso della ZTL e contemporanea rimodulazione ragionata della ZTL attuale, tramite recupero di aree demaniali/militari non in uso, con l’obiettivo di semplificare la viabilità e diminuire drasticamente i flussi veicolari all’interno della città, sino a consentire la progressiva pedonalizzazione del centro storico (Piazza Cavalli e Piazza Duomo), attuando in parallelo campagne di sensibilizzazione per la mobilità sostenibile.

Sviluppo e ottimizzazione della connettività ferroviaria da e per Piacenza, con azioni quali la realizzazione di Piacenza Stazione Nord (prevista nell’attuale PSC), il potenziamento dell’offerta treni AV sulla dorsale Milano‐Bologna, l’attivazione di un nuovo servizio interregionale pendolari sulla tratta Milano‐Piacenza e più in generale la promozione del coordinamento interregionale sulla mobilità con la Lombardia.

Oltre al perseguimento di questi obiettivi di mandato, il Piano della Mobilità dovrà affrontare l’analisi di fattibilità tecnico‐economica per la costruzione di una bretella autostradale a nord‐ ovest di Piacenza, con il raccordo con l’A1, l’eliminazione del tratto autostradale A21

 

all’interno della città, il recupero e la valorizzazione delle aree non più occupate dall’autostrada in città.

 

Governo del Polo Logistico, con i seguenti obiettivi di mandato:

Consolidamento dell’offerta di servizi del Polo Logistico e applicazione di nuovi criteri/vincoli, per gli operatori insediati attuali e futuri, di sostenibilità ambientale, qualificazione professionale e etica del lavoro, servizi a valore aggiunto per tuttala cittadinanza.

Potenziamento del trasporto merci su rotaia e dei servizi intermodali.

Sulla base di tali obiettivi, a partire dagli accordi convenzionali e contrattuali in essere si creerà una struttura‐tecnico operativa leggera ma di grande professionalità alla quale conferire a) la responsabilità della gestione integrata dei servizi comuni nel Polo Logistico; b) la responsabilità delle relazioni con Rete Ferroviaria Italiana, Mercitalia e con gli operatori intermodali presenti nel Polo per lo sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria e, conseguentemente, l’incremento della quota di movimentazione merci via treno da e per il Polo e c) la promozione del Polo, sul mercato globale della logistica e con un forte coordinamento con le strategie di marketing territoriale della città.

 

Salute e sport, Piacenza verso nuovi stili di vita

 

 

Visione e Obiettivi

La Piacenza che vogliamo valorizza la salute dei cittadini e la pratica sportiva come canali diretti per migliorare il benessere di tutti. Anche il benessere degli animali dovrà essere tutelato.

 

Gli obiettivi prioritari

 

favorire la collaborazione tra le istituzioni pubbliche rilevanti (Comune, AUSL, Regione), le associazioni di volontariato assistenziale, i cittadini e gli enti di ricerca per definire e implementare una strategia integrata di tutela della salute. Il Comune si assume, nell’ambito delle sue competenze, la responsabilità di:

Intercettare i bisogni di servizi socio sanitari che emergono sul territorio ed assicurare che questi siano adeguatamente e tempestivamente presi in carico dai servizi competenti

Rendere conosciuti e facilmente accessibili ai cittadini i diversi servizi socio sanitari

Prevenire le ludopatie

 

valorizzare lo sport come strumento per educare, formare, favorire l’integrazione e la solidarietà nella società civile; rafforzare i legami tra sport e scuola per promuovere e sostenere i valori educativi e formativi dello sport; sviluppare iniziative finalizzate a valorizzare la funzione sociale dello sport, anche incentivando i contatti tra le istituzioni scolastiche e le associazioni sportive; fare promozione multidisciplinare, che fornisca ai più giovani l’opportunità di fare diverse esperienze, permettendo ad ognuno di scegliere lo sport più adatto alle proprie caratteristiche ed alla propria personalità, anche attraverso scambi internazionali.

 

tutelare il benessere degli animali sul territorio comunale

 

 

Progetti obiettivo I

 

Istituire un gruppo di lavoro multicompetente (anche in seno alla rete civica)  in materia di  servizi socio sanitari, con conoscenza diretta delle problematiche del territorio, che possa consigliare e/o rappresentare il Sindaco presso la CTSS (Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, detta anche Conferenza socio sanitaria) e permettere così di esercitare in modo efficace il potere di influenzare le decisioni di pianificazione sociale e sanitaria.

 

Eseguire, in collaborazione con la AUSL e con gli altri Comuni della Provincia, una mappatura di tutti i punti di collegamento tra Sanità e territorio ed individuare le eventuali carenze o servizi di collegamento da potenziare (es: dimissioni protette, case della salute, gestione dei pazienti cronici, legame con i medici di base, accesso ai Servizi Sociali).

 

Per quanto riguarda la prevenzione delle ludopatie, oltre a proseguire la strada intrapresa di premiare ed incentivare gli esercizi commerciali che decidono di non installare macchinette per il gioco, si avvierà un dialogo e negoziazione costruttiva con la Questura (che concede le autorizzazioni per le sale gioco) per limitare il più possibile il fenomeno del crescente numero delle Sale gioco presenti sul territorio e gestire al meglio la loro distribuzione sul territorio. Il sindaco si

 

farà anche portatore a livello nazionale della necessità di dare diversa regolamentazione a questo settore che sta creando crescenti problemi sia agli utenti che alla popolazione.

 

Partecipare attivamente alla fase progettuale per la realizzazione del nuovo ospedale, in particolare per l’individuazione dell’area che consenta di massimizzare il beneficio complessivo per la città allargata, per quanto riguarda l’accessibilità e l’adeguatezza degli spazi all’utenza prevista. Il Comune dovrà anche sorvegliare e influenzare positivamente la definizione della nuova destinazione d’uso dell’attuale ospedale una volta dismesso.

 

 

Progetti obiettivo II

 

Pianificazione delle riqualificazioni anche energetiche degli impianti esistenti: incentivare le partecipazioni privato‐pubblico (project financing) per gestione e riqualificazione degli impianti già presenti nella città di Piacenza (Stadio Garilli, Stadio Beltrametti, Zona Largo Anguissola – complesso del Polisportivo); riqualificazione campi da basket cittadini.

 

Progetto Nuova Piscina: da realizzarsi in project financing, costruendo un sistema di offerta di servizi sportivi integrato e moderno

 

Piacenza palestra a cielo aperto: posizionamento di attrezzature ginniche (percorsi vita) nelle aree verdi pubbliche e manutenzione di quelle già esistenti (Parco Galleana), manutenzione e mappatura dei percorsi ciclabili e pedonali esistenti (Galleana, argine, periferia verso frazioni e Comuni della cintura); riqualificazioni spazi pubblici ( campi da gioco ad accesso libero ) dove poter svolgere varie attività.

 

Valorizzare le eccellenze sportive locali (con bonus a associazioni sportive per risultati meritevoli) e anche lo sport dilettantistico (sport per tutti)

 

Maggior sfruttamento delle aree verdi per l’organizzazione di eventi quali: Dirty Run (già presente), rugby nei parchi, manifestazioni a sostegno dell’ambiente (gare non agonistiche per incentivare il rispetto dell’ambiente). Riqualificazione aree (argini) e parchi per avere chioschi nei parchi pubblici e aree attrezzate per la sosta lungo i percorsi più lunghi (ciclabile del Trebbia, ecc).

 

Rendere efficiente il portale telematico adibito allo sport ed alla sua organizzazione (da legare allo sviluppo della banda larga e del Wi‐Fi cittadino).

 

Incentivare le attività rivolte agli atleti con disabilità in tutte le discipline; istituire progetti come ‘Progetto SportHabile (lanciato dal CIP Toscana, in collaborazione con Coni e Regione): Il Progetto si sviluppa, nei seguenti punti:

Informazione (“InformHabile”): apertura di sportelli informativi autonomi, presso importanti centri frequentati da persone diversamente abili, per informarli sulle possibilità del territorio ed orientarli alla pratica sportiva.

Formazione (“FormHabile”): incontri formativi per docenti sportivi, docenti scolastici, tecnici sportivi, associazioni di volontariato.

 

Centri SportHabile: creazione di centri d’eccellenza dello sport per disabili, perfettamente accessibili, con personale qualificato e dove si possa realizzare una perfetta integrazione.

I criteri per diventare Centro SportHabile, in base al tipo di disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva) verso la quale è rivolto il progetto presentato, sono i seguenti: parcheggio riservato e accessibile; accessibilità struttura (assenza di barriere architettoniche); accessibilità bagni; accessibilità spogliatoi; accessibilità strutture “ricreative” accessorie come bar ecc…; personale qualificato; presenza di attrezzature adeguate; lezioni prova gratuite.

 

Valorizzare le eccellenze sportive locali (es. bonus a associazioni sportive per risultati meritevoli) e valorizzare sport dilettantistico (sport per tutti).

 

 

Progetti obiettivo III

Per tutelare il benessere degli animali si propone di:

 

Istituire il Garante degli Animali, figura presente in altri comuni, che si occupi tra l’altro di ricevere segnalazioni di atti o comportamenti lesivi dei diritti degli animali e di denunciarli all’autorità competente, segnalare alla Giunta Comunale l’opportunità di assumere provvedimenti e formulare proposte per progetti finalizzati a migliorare le condizioni di vita degli animali.

 

Realizzare una nuova area di sgambamento cani di elevati standard qualitativi (aree separate per taglia, dotazione d’acqua, sedie e panchine) e riqualificare le aree già presenti secondo gli stessi standard.

 

In collaborazione con le associazioni presenti sul territorio Comunale, stabilire accordi di programma per la cura e il presidio delle aree di sgambamento e per la eventuale partecipazione alla gestione del canile.

 

Partecipazione e democrazia deliberativa, Piacenza condivisa

 

 

Vision e Obiettivi

Piacenza amplierà la partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni strategiche che riguardano la città ed il suo territorio, anche al fine di condividere senso,  valori e significati che possano favorire e orientare nuove forme di collaborazione e di scambio tra i cittadini stessi e l’Amministrazione. In questo senso la partecipazione è da intendersi quale strumento di innovazione sociale per lo sviluppo di politiche ed azioni integrate volte al raggiungimento di obiettivi futuri condivisi.

 

Per diventare una città più collaborativa Piacenza deve:

favorire la più ampia partecipazione nella formazione del sistema dei valori e delle regole da porre alla base dell’azione amministrativa;

assumere una prospettiva di medio/lungo periodo per definire visioni e scenari che orientino l’azione nel presente per anticipare e non subire i possibili cambiamenti;

valorizzare il possibile contributo dei privati, anche attraverso la sperimentazione e lo sviluppo di progetti pilota;

tradurre gli elementi positivi della sperimentazione in strategie e prassi che rendano coerente e funzionale l’azione amministrativa e facilitino il reperimento di nuove risorse. Se letta in questo modo la partecipazione può diventare un utile strumento di supporto a diverse strutture di servizio all’azione amministrativa, come per esempio il Laboratorio Urbano/Casa della città e il Sistema di governo unitario della logistica.

potenziare e integrare i processi partecipativi per favorire lo sviluppo di politiche integrate e costruire assieme alla comunità le condizioni per uno sviluppo realmente sostenibile.

Per questo motivo, oltre alla partecipazione intesa sia come coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali, sia come trasparenza dell’azione amministrativa attraverso la messa a disposizione dei dati, diviene importante spingere l’acceleratore sul terzo e più ambizioso pilastro dell’open government, quello che mira ad incentivare forme di fattiva collaborazione tra i cittadini e l’Amministrazione nella costruzione  e gestione della casa comune.

 

Sono quindi individuate tre obiettivi, una per ciascuna delle tre fasi fondamentali del processo di definizione e implementazione del nuovo approccio alla partecipazione:

Comunità resiliente: definire metodologie e strumenti, anche telematici, del nuovo approccio alla partecipazione, con una forte enfasi per gli aspetti di supporto ai processi decisionali strategici basati sulla prospettiva dell’anticipazione e promuovere iniziative, anche di carattere formativo, che possano raggiungere e coinvolgere i cittadini, le imprese, le scuole

 

Re‐act: promuovere percorsi di progettazione partecipata su alcuni temi chiave e urgenti per l’interesse pubblico, tra cui quelli della qualità dello spazio pubblico, del welfare, della cultura e dell’economia, come occasione per sperimentare l’applicazione dei principi del nuovo approccio alla partecipazione e definire obiettivi strategici ed azioni condivise che incontrino il favore dei cittadini

 

Urban actor: dare vita ad un soggetto di facilitazione che funga da contatto tra il Sindaco ed i cittadini, raccolga e valorizzi competenze, energie ed esperienze disponibili, informi i cittadini, anche al fine di riavvicinarli alla politica, solleciti le istituzioni nel dare risposta ai problemi sollevati. Un soggetto al quale i cittadini possano rivolgersi per fare proposte e partecipare fattivamente alla costruzione del futuro comune (politiche).

 

Progetti

 

Definizione di nuove metodologie e strumenti (anche telematici) della partecipazione e attivazione del soggetto di facilitazione che funga da contatto tra il Sindaco ed i cittadini. Rientrano in questa categoria: ‐ la definizione di strumenti premiali volti anche al sostegno di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini in tema di sostenibilità, come per esempio l’uso della bicicletta, dei mezzi pubblici, del car sharing e car pooling; ‐ l’adozione di soluzioni tecnico operative incentivanti il risparmio energetico, la riduzione degli impatti e la promozione dell’innovazione in ottica di green economy da parte delle imprese; ‐ il coinvolgimento dei cittadini nella raccolta dei dati per il monitoraggio della  qualità ambientale, oppure la qualità dei servizi sociali offerti dalla pubblica amministrazione; ‐ l’uso intelligente e finalizzato dei big data da parte dell’Amministrazione per la definizione di politiche ed azioni integrate per il territorio (si pensi alla possibilità di utilizzare i social network per raccogliere informazioni sulle preferenze dei visitatori e migliorare di conseguenza l’offerta turistica della città, oppure sulle effettive condizioni di  utilizzo  dei mezzi pubblici al fine di migliorarne il servizio).

 

Stati generali della partecipazione per mappare e conoscere le risorse presenti sul territorio che potrebbero essere coinvolte in azioni di partecipazione su temi strategici per l’interesse comune. Fanno parte di questa seconda categoria: ‐ le iniziative di promosse dall’Amministrazione per incontrare i cittadini e conoscere i loro problemi concreti, le loro aspettative, le loro idee e proposte; ‐ l’uso di formule organizzative (come per esempio il parteicipatory design) già in fase di settaggio dei problemi e definizione delle strategie per porli in ottica progettuale; ‐ l’utilizzo di tecnologie informative che possano favorire l’insorgere dell’intelligenza collettiva come metodo per far crescere idee, proposte e, possibili soluzioni; ‐ l’istituzione di un repositorio di progetti per la città che possa essere d’aiuto nella partecipazione a bandi nazionali e internazionali; la capacitazione dei soggetti e legittimazione dell’azione pubblica nel reperimento delle risorse, anche attraverso formule di cofinanziamento e crowdfunding; la creazione di spazi individuali per il cittadino ove stoccare dati, progetti.

 

Attivazione di un percorso di progettazione partecipata su temi ampi e diffusi nella costruzione e gestione del territorio, che possano favorire la collaborazione tra cittadini e amministrazione e creare nuove capacità (skills) per una cittadinanza d’eccellenza piacentina. Rientrano in questa categoria:

l’acquisizione di strumenti per l’analisi della realtà e l’anticipazione di problemi e lo sviluppo di strategie a supporto di decisioni complesse orientate al futuro;

lo sviluppo il perfezionamento delle formule di co‐design per coinvolgere i cittadini nello sviluppo di nuove idee, l’analisi di fattibilità delle possibili soluzioni, il perfezionamento in itinere dei progetti e delle prassi per metterli in pratica;

la costruzione di un rapporto stabile e collaborativo con le scuole ed i centri di ricerca presenti sul territorio, anche al fine di alimentare l’innovazione in campo produttivo e sociale;

l’utilizzo di adeguati strumenti per far conoscere e promuovere le idee migliori (si pensi per esempio all’Urban Hub, che potrebbe diventare la vetrina per promuovere il territorio nelle sue componenti materiali e immateriali);

la possibilità di gestire più efficacemente eventi calamitosi attraverso la condivisione di misure precauzionarie