Il nuovo Ospedale può essere una grande opportunità

L’Azienda Sanitaria Locale è la più importante impresa della provincia di Piacenza con circa 3700 tra operatori e professionisti sanitari. Nell’Ospedale “ G. da Saliceto” ritroviamo già oggi eccellenze e specializzazioni di alta qualità. I medici e gli infermieri ospedalieri rappresentano un patrimonio prezioso per la salute dei nostri cittadini che deve essere difeso e messo nelle condizioni ottimali di lavoro.

Di qui la prioritaria necessità di innovazioni e investimenti in tecnologia e capitale umano che nel prossimo futuro possano richiamare a Piacenza altri professionisti di alta qualità.

Piacenza ha bisogno di un nuovo ospedale perchè:
a. La struttura ospedaliera attuale di via Taverna (nella parte a padiglioni ristrutturata) è una delle più antiche in Regione. Peraltro il Polichirurgico è stato inaugurato nel 1994 e perciò progettato quasi trenta anni fa

b. Gli Ospedali moderni rispondono a concezioni strutturali e organizzative completamente innovative che rendono più efficiente e confortevole la cura dei pazienti, con minori costi energetici e di trasporto interno, e con più spazi di confort e per i visitatori

c. L’accesso degli utenti all’Ospedale di Piacenza è in continua crescita: dal 2014 al 2016 si è registrato un incremento di circa 6000 accessi in Pronto Soccorso. Netto incremento anche per le prestazioni ambulatoriali, per gli esami endoscopici e radiologici, per gli esami di laboratorio per le prestazioni in Day –Hospital, Day Service e Chirurgia Ambulatoriale.

La costruzione del nuovo ospedale rappresente una grande opportunità per la nostra città e per la salute dei piacentini perchè
a. La Regione ha previsto 236 milioni di euro di investimenti

b. Con il nuovo Ospedale potremo: ridurre i costi energetici, migliorare la qualità dei nostri servizi, essere maggiormente attrattivi per i residenti di aree limitrofe (es. basso Lodigiano), essere più “ appetibili” per i migliori professionisti, rafforzare il distaccamento universitario da Parma (infermieristica) o di nuovi (medicina o farmacia)

c. Ancora potremo migliorare la qualità delle specializzazioni già presenti e maggiormente significative quali: protesi cocleari, laboratori di immunogenetica, trapianto di midollo, gastroenterologia ed endoscopia digestiva, oncologia, radiologia interventistica etc con nuove potenzialità e nuove eccellenze.

Già 30 anni fa perdemmo un’occasione storica per costruire il nuovo ospedale. Non perdiamo questa nuova opportunità ed evitiamo che altre province della nostra Regione utilizzino, magari con necessità meno impellenti, le risorse a noi destinate.

Affronteremo in un pubblico dibattito i pro e i contro delle varie soluzioni logistiche. Per la localizzazione la prima soluzione proposta (caserma Lusignani) presenta aspetti postivi di accessibilità e fruibilità, e soprattutto non occuperebbe nuovo suolo verde, ma occorre un piano di fattibilità preciso e coerente.

Per quanto riguarda la futura destinazione dell’area dove sorge l’attuale struttura ospedaliera di Piacenza, le varie ipotesi sono tutte da costruire e verificare, ma dovranno prevedere alcuni spazi a destinazione sanitaria più prossimi alla città, il recupero di alcuni immobili storici e di pregio assoluto (come il chiostro degli Olivetani) e nuove possibili aree verdi in centro città.

Si tratta quindi di vedere il progetto come una doppia opportunità: da una parte un investimento della Regione su Piacenza per creare un polo sanitario innovativo e attrattivo per i prossimi decenni a garanzia dei cittadini piacentini e di tutto il personale, dall’altra il recupero verde e di servizi in una delle più belle aree del centro storico.