Logistica, marketing territoriale e più lavoro di qualità

Per Piacenza è oggi prioritario rafforzare il tessuto manifatturiero locale che presenta specializzazioni importanti nella meccanica avanzata, nell’agroalimentare, nella raccorderia e nella filiera del packaging.

La priorità assoluta per nuovi investimenti produttivi è quindi quella per iniziative di tipo industriale ad alta tecnologia, sia di imprenditori locali che di investitori esterni all’area o esteri. Il marketing territoriale per l’attrazione di capitali e tecnologie deve essere una strategia costante del nostro sistema locale.

La logistica si è sviluppata a Piacenza in modo non controllato negli ultimi 20 anni, con aspetti positivi (5000 occupati nel settore a Piacenza, arrivo di multinazionali e investimenti) e negativi (uso di suolo prezioso, conflitti sindacali e lavoro di bassa qualifica).

In caso di richieste di un nuovo insediamento logistico, occorrono condizioni chiare sottoscritte con gli utilizzatori e gli investitori prima della concessione delle autorizzazioni necessarie e monitorabili nel tempo con previsione di sanzioni in caso di inadempienze.

Il nuovo eventuale insediamento deve prevedere:

  • centri direzionali con inserimenti occupazionali di quadri e impiegati e profili ad alta qualificazione per dare opportunità di lavoro ai nostri giovani
  • utilizzo della modalità ferroviaria del trasporto merci (intermodalità) che riduce l’impatto ambientale del trasporto su gomma, anche in previsione degli importanti investimenti di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per il nuovo scalo merci presso il polo logistico di Le Mose
  • definizione di criteri severi in termini di occupati per superficie (occupati ogni 1000 metri quadri) per e qualità estetica (requisiti estetici omogenei e coerenti), da monitorare costantemente negli anni anche attraverso la prevista Agenzia per la Logistica e l’ITL (Istituto di Trasporti e Logistica) presente a Piacenza come centro regionale di ricerca applicata
  • contratti di lavoro dignitosi e controllati in tutta la filiera, senza subappalti al ribasso e con uno Sportello Legalità inserito all’interno del polo logistico
  • sostenibilità ambientale dell’insediamento con autosufficienza energetica (fotovoltaico come Ikea) seguendo le linee regionali delle Apea (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate)
  • reinvestimento degli oneri urbanizzazione in opere pubbliche per la città
  • piano di mobilità integrato per i lavoratori del polo logistico anche al suo interno
  • compensazioni ambientali e sociali a servizio della città (verde pubblico e iniziative culturali e sociali, servizi di educazione e intermediazione linguistica)